Allattamento al seno

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Alimentazione della donna che allatta: importanza di una vita sana dal colostro in poi -

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LA NATURA HA CREATO IL PRIMO CIBO

ADATTO ALL'ESSERE UMANO :

SI CHIAMA COLOSTRO 

 

Attaccare un neonato al seno nei primi 20 minuti di vita consente di aumentare significativamente la durata dell'allattamento.

Tra tutte le condizioni considerate (classe sociale, tipo di alimentazione, livello culturale, preparazione al parto della madre) è quella più capace di influenzare la durata dell'allattamento al seno.

 

Il colostro è la prima secrezione delle mammelle subito dopo il parto e durante i primi giorni di vita del neonato. Poi sarà sostituito dalla montata lattea.

La sua composizione tiene perfettamente conto delle esigenze del bambino durante le prime fasi dell'adattamento alla vita extrauterina.

Nei primi tre o quattro giorni dopo il parto (soprattutto se è avvenuto in ospedale) la secrezione di latte non è abbondante ed è fisiologicamente naturale, perché nei primi giorni di vita le quantità di colostro (e poi di latte)  debbono essere relativamente scarse, così da rendere il neonato "aggressivo" verso la sua propria fonte di cibo e vita, il seno della madre.

E mentre il neonato tira il colostro dal seno, contemporaneamente si assicura la futura montata lattea (solitamente dopo 3-5 giorni, in alcuni casi può tardare di qualche giorno) e  aiuta le pareti uterine della madre a contrarsi, prevenendo eventuali emorragie.

E' semplicemente, naturalmente fantastico!!

Il colostro aiuta il sistema intestinale del neonato a liberarsi dal meconio, il prodotto degli scambi metabolici durante la vita prenatale

aiuta lo sviluppo di una flora batterica intestinale efficace, capace di sintetizzare vitamina K (alla nascita l'intestino del neonato è sterile)

contiene inoltre endorfine, neuromodulatori importanti per la capacità di adattamento allo stress (aumentando il sentimento di piacere e appagamento).

Mentre il neonato succhia il colostro dal seno della madre riceve calore, rassicurazione, piacere, oltre al placarsi della sensazione di fame.

Si instaura così, naturalmente, un circolo virtuoso in cui il bambino cerca e succhia attivamente il capezzolo offerto dalla madre, così da stimolare e aiutare la comparsa della montata lattea. 

Il latte materno è un concentrato di sostanze nutritive e protettive.

E' una sostanza biochimica altamente complessa, che varia da donna a donna, estremamente variabile nella composizione durante il tempo, che si adatta perfettamente alle esigenze del lattante.

Purtroppo molti allattamenti, iniziati in maniera fisiologica e naturale, vengono letteralmente stroncati sul nascere con le aggiunte di latte artificiale di formula.

 

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 L'ALIMENTAZIONE DELLA DONNA CHE ALLATTA

 

In generale il fabbisogno energetico e nutritivo è calcolato in base alla produzione di latte giornaliero e all'entità delle riserve di grasso formate durante la gravidanza (in Occidente una donna ben nutrita può ingrassare di circa 12,5 Kg. durante la gravidanza).

Durante l'allattamento dovremmo mangiare cibi di facile digestione, evitando le cotture elaborate.

La dieta dovrà essere varia, ricca di verdura, ortaggi e frutta fresca (sempre di stagione, niente primizie).

Mangiare un poco di tutto è importante per assicurarsi di mangiare principi nutritivi diversi e di non mangiare un' eccessiva quantità dello stesso cibo.

Per quanto riguarda le verdure "sconsigliate" (soprattutto aglio, cipolla, cavoli, ma anche carciofi, radicchio, salvia, menta, asparagi, peperoni...): è vero che possono far assumere al latte un sapore diverso, ma di solito il lattante si adegua senza difficoltà, soprattutto se ne abbiamo mangiati durante la gravidanza e se non esageriamo nella quantità. 

Ogni madre produce nel tempo un latte adatto alle diverse necessità nutritive del proprio piccolo a mano a mano che cresce, e il latte comunque cambia sapore da un momento all'altro; questo prepara il gusto del bambino ai diversi sapori che in seguito gli verranno proposti nel passaggio all'alimentazione solida.

NON ESISTONO CIBI CHE FAVORISCONO LA PRODUZIONE DI LATTE (compreso birra, latte, spumante... semmai dannosi).

È l'equilibrio e la varietà dei cibi che fanno lavorare bene la ghiandola mammaria.

Quando si allatta è necessario bere molto (acqua, tisane).

Sono sconsigliati i cibi piccanti, pepati, le fritture, i molluschi e la selvaggina, oltre ai prodotti che contengono alcool.

Caffè, the e cioccolato con moderazione: possono avere effetti eccitanti negativi sul bambino. Si possono bere fino a quattro tazze di caffè (diluito all'americana - se all' italiana due tazzine), come anche una quantità moderata di alcool - uno o due bicchieri di vino alla settimana.

Da evitare assolutamente sostanze che danno assuefazione come cocaina, marijuana, eroina, nicotina, ecc.

Attenzione ad alcuni medicinali che possono migrare nel latte e risultare dannosi per il bambino.

La maggioranza dei farmaci per la pressione e per il cuore, degli antibiotici, e dei prodotti da banco per il raffreddore non danneggiano i bambini allattati al seno (sempre assunti sotto il consiglio e la supervisione del proprio medico). Gli ansiolitici, gli antidepressivi e altri prodotti per i disturbi psichici sono potenzialmente dannosi per il latte."Pediatrics" (vol. 93, n. 1 - '94) 

Madri sottoposte a chemioterapia non dovrebbero allattare.

Nel caso si debbano assumere farmaci è essenziale chiedere al proprio medico quali siano sicuri per il bambino. Utile anche consultare il sito della "Lega del latte" www.lllitalia.org

Le vitamine sono importanti.

Durante l'allattamento tutte le vitamine passano  nel latte in varia misura e pertanto è necessario aumentare le quote di assunzione rispetto a quelle in gravidanza.

In particolare sono necessari surplus di:

vit.A

vit.C

vit.D

vit.B (gruppo): tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), piridossina (B6), cianocobalamina (B12).

cache 149062224b1f    VITAMINA  A 

Fonti di vit.A: il latte e i derivati, le carni, la frutta, le verdure a foglia larga, ortaggi color arancio, i grassi, gli oli, le uova (il tuorlo).

Antagonisti all'assorbimento della vit.A: cibi conservati e albume d'uovo non cotto bene.

Il Betacarotene  è presente soprattutto nei vegetali (carote, zucca, pomodori, broccoli, patate dolci, cavolfiore, spinaci, lattuga, arancia, albicocca, cachi, nespola).

cache 1490653312ff      VITAMINA C 

La maggior parte degli animali e presumibilmente tutte le piante, sono capaci di sintetizzare l'acido ascorbico (vit.C) dal glucosio.

Solo pochi vertebrati e soprattutto l'essere umano non ne sono capaci e necessitano quindi di assumere questa vitamina con l'alimentazione.

La vit.C è importante per l'assimilazione del ferro, del calcio, della vitamina A e dell'acido folico.

Nella donna adulta il fabbisogno è di circa 60 mg/di, nella donna che allatta di 90 mg/di.

Fonti di vit.C sono tutte le verdure (soprattutto pomodori, peperoni) e tutta la frutta (soprattutto kiwi, agrumi, frutti di bosco, fragole, ananas, melograno, ciliegie, susine)

Grande antagonista della vit.C è il fumo.

Buoni integratori di vit.C sono la rosa canina e l'acerola (sotto forma di tinture madri e gemmoderivati).

Si consiglia di integrare l'alimentazione con lievito di birra in scaglie e germogli.

cache 149068864fee     VITAMINA D 

La vit.D è soprattutto di natura endogena (proviene dall'esposizione della cute ai raggi solari) e, se l'alimentazione contiene quote ragionevoli di alimenti contenenti calcio e fosforo, la sua carenza è molto improbabile.

La vit.D è importante per l'assimilazione del Calcio.

Fonte principale: esposizione ai raggi solari.

Fonti alimentari: gli alimenti più ricchi di vit. D sono il tuorlo d'uovo, il fegato bovino, il latte, il burro, il formaggio.

 

cache 210699369296      LE VITAMINE DEL GRUPPO B 

Agiscono in sinergismo tra di loro, per cui l'assunzione di una sola vitamina del gruppo B non è efficace.

Fortunatamente in natura  gli alimenti ricchi di una sola vitamina del gruppo B contengono anche sufficienti quantità delle altre.

Fonti alimentari: cereali integrali, germe di grano, riso, uova, latte, frattaglie, lievito di birra, frutta fresca, verdura, legumi.

In sintesi: un'alimentazione variata,

molti vegetali e tanta acqua!

 


 

VIVA LA FILIERA CORTA!

La freschezza - cioè il minor tempo possibile tra la raccolta e il consumo - è essenziale perchè gli alimenti mantengano al meglio le proprie qualità (nutritive e di gusto). 

Ciò non sempre avviene: la lunga catena che va dalla raccolta al trasporto e quindi alla distribuzione, poi la preparazione e la cottura influiscono parecchio sul contenuto di vitamine degli alimenti.

Per esempio in una mela, pur se conservata nelle celle frigorifere, il contenuto in vitamina C, (che si degrada sensibilmente alla luce, aria e calore), diminuisce in due mesi di circa due terzi rispetto al momento della raccolta.

Più importante è il caso delle verdure a foglia: bastano poche ore a temperatura ambiente per far dileguare il contenuto in vit. C.

Anche a casa si causano spesso importanti diminuzioni del contenuto in vitamine.

  • L'eccessiva permanenza in acqua per il lavaggio, soprattutto se già tagliata
  • Tagliare o schiacciare in pezzi molto piccoli verdure e frutta
  • Eliminare le parti più esterne delle foglie verdi (lattughe, cavolfiori)

   cerchiamo di cuocere più spesso così :  

  • le verdure vanno cotte in poca acqua NON SALATA

e versate nella pentola al momento dell'ebollizione in modo che si formi una pellicola protettiva che trattenga i nutrienti.

L'aggiunta di sale ne facilita la fuoriuscita.

  • cottura al vapore (sempre da preferire): causa minori perdite vitaminica e preserva invece quasi del tutto dalla fuoriuscita dei sali minerali.

 

Qualche gustosa integrazione naturale

LE ALGHE MARINE  

Le alghe contengono carboidrati, materie grasse, molta clorofilla, mucillagini, sostanze antibiotiche, vitamine e minerali.

Ottime e non violente fonti di proteine: le alghe brune ne contengono circa il 13%, le rosse il 30% (la carne dal 15 al 20%) tanto che (per il loro basso costo) le alghe entrano anche nella formulazione dei mangimi per animali (molto meglio della farina di carne, che è stata causa dell'epidemia "mucca pazza").

Proteggono le mucose digestive e sono delle ottime attivatrici del metabolismo, aumentano gli scambi cellulari e migliorano l'eliminazione delle scorie.

Le alghe marine commestibili più conosciute - Kombu, Hijiki, Nori, Kelp, Wakame, Dulse - costituiscono una buona fonte di vitamine del gruppo B, e sostanze minerali come iodio, calcio, fosforo, sodio, potassio, ma­gnesio, manganese, calcio, zolfo, ferro.

I cinesi e i giapponesi ne consumano fino al 25% della loro razione quotidiana sotto forma di minestre, pane, pasta, gelati e pasticceria, gli hawaiani e alcune popolazioni nordiche sono tra le molte centinaia di milioni di esseri umani che utilizzano da sempre le alghe nella loro alimentazione.

Le proprietà delle alghe sono dunque molteplici: stimolano e favoriscono i ricambi, tonificano le ghiandole endocrine e in più, riequilibrando il terreno organico, rinforzano le difese naturali dell'organismo.

Ottima integrazione alimentare per i bambini linfatici, disappetenti, astenici, cagionevoli, con disturbi della crescita, bambini allergici con ricorrenti affezioni respiratorie.

Esistono numerosissime ricette per consumare le alghe, in ogni modo un semplice modo di usarle è quello di bollirle insieme alle minestre di verdura e/o ai legumi.

Se il sapore non fosse gradito, potrete tostarle in forno per qualche minuto, quindi frullarle nel sale da cucina che usate normalmente per salare. (naturalmente questo è consigliato per gli adulti).

 

I GERMOGLI DA SEME (sempre da coltivazione biologica!)

I germogli, preparati dopo opportuna macerazione, sono tutti molto gustosi, vitalizzanti ed energetici.

La macerazione nell'acqua e la germinazione in ambiente umido e buio riproducono nel seme le condizioni naturali in cui sotto terra ha origine una nuova pianta: la vitalità biologica "dormiente" si attiva e il risveglio biologico è come un'esplosione di energia potenziale (un chicco che si rivitalizza può far nascere una pianta anche con 100 semi!).

Da molti anni la ricerca biochimica ha riferito ("Cancer News Journal" - agosto 1970) che i germogli contengono fattori enzimatici antiossidanti e anticancerogeni.

Le cellule cancerose verrebbero distrutte selettivamente da alcuni componenti presenti nei germogli ma quasi completamente assenti nelle piante mature.

Quali semi far germogliare?

Evitare i germogli di patata e pomodoro (sono tossici).

Tutti i semi non tossici, specialmente frumento, soia verde, erba medica (alfa-alfa), crescione, lenticchia, fieno greco (o trigonella), miglio, grano saraceno, fagioli di ogni specie, senape, orzo mondo, zucca, girasole, avena, segale, riso integrale, sedano e ravanello, mais, pisello, anice, finocchio, cumino, melone, cocomero, fava.

Se ne può fare un uso regolare; si aggiungono alle insalate, triturati nelle minestre (magari a fine cottura, è sempre meglio consumarli crudi) o nei ripieni.

Insomma, c'è parecchio da sperimentare 

in cucina !!

 

 marsupio

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