Tutta la vita in un piatto

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Tutta la vita in un piatto

Con queste parole termina uno degli ultimi scritti di Oliver Sachs, geniale neurologo, scrittore e divulgatore, morto a fine agosto 2015:

  

“Anche se i miei primi ricordi del gefilte risalgono a quando avevo circa quattro anni, ho il sospetto di averne acquisito il gusto anche prima, perché, grazie alla sua gelatina ricca e nutriente, nelle famiglie ortodosse veniva spesso dato ai bambini piccoli quando passavano dai cibi liquidi a quelli solidi.

Il gefilte fish mi accompagnerà alla fine della vita come mi ha accompagnato al suo inizio, ottantadue anni fa”. 

www.newyorker.com/magazine/2015/09/14/filter-fish

Articolo tradotto in “Internazionale” n ° 11220 

 

Cattura oli

 

Nel 2014 il neuroscienziato Gordon Shepherd, professore alla Yale School of Medicine pubblica i risultati di studi clinici che indicano che “i sapori non sono nel cibo, ma vengono creati dal nostro cervello. La percezione del gusto è un processo complesso che coinvolge non solo i cinque sensi, ma anche memoria, emozioni e ricordi”.

 

BG. Shepherd   Neurogastronomy : How Brain Creates Flavor and Why It Matters”

“All’origine del gusto. La nuova scienza della neuro gastronomia” Codice Edizioni 2014

 

 

(Bottone gustativo)

BottoneGustativo 01T gallery

L’esperienza del cibo è un’esperienza multisensoriale complessa: un sapore è l’insieme di molti stimoli nervosi (chimici, tattili, olfattivi …) che i nostri recettori inviano al cervello quando portiamo qualcosa alla bocca.

Tutto il nostro corpo è esposto a questa esperienza (oltre che sulla lingua, i recettori del gusto sono nello stomaco, pancreas, cuore, polmoni, intestino … Esperienza  che conosciamo fin dalla vita fetale, quando, immersi nel liquido amniotico, riceviamo i messaggi chimici delle molecole (anche quelle del sapore) contenute negli alimenti di cui si ciba nostra madre.

 

Dunque siamo esposti fin dal principio della vita agli stimoli sistemici del sapore/odore e, soprattutto se allattati al seno, possiamo continuare a conoscere “in anteprima” i diversi gusti, formando così nel tempo il nostro gusto personale (il periodo più idoneo sembra soprattutto dai 2 ai 5 mesi, ma poi anche durante lo svezzamento e fino ai tre anni) .

 

Una dieta materna variata e saporita aiuta il bambino ad abbandonare l’alimentazione solo lattea e aumenta la disponibilità ad accettare i cibi solidi e i loro sapori, già conosciuti e quindi familiari.

 

dieta-mediterranea

Avere cura dello svezzamento (alimentazione complementare) e dei suoi sapori, è importante soprattutto con i bambini allattati con latte di formula. 

 

 

È un'occasione per allenare al gusto i bambini nella “palestra” del gusto, ricordando che è anche la variabilità dell’esperienza che aiuta il nostro cervello a percepire a catalogare il sapore. 

 

sinaptoge da mettere fonte

Synaptogenesis | Greg Dunn Design

 

I sapori conosciuti diventano anche “familiari”, un'occasione di “appartenere”, fare parte della propria famiglia, di assaporarne i gusti e i disgusti, e di conoscerne quindi la cultura, alimentare e non, specialmente in tempi in cui l’industria costringe a scelte globalizzate e quindi a sapori standardizzati ...

 

In più, e vale per tutti, a tutte le età, ricordiamoci che non mangiamo solo proteine, carboidrati, grassi… ma anche veri e propri segnali, messaggi, che influiscono su tutte le informazioni e le funzioni del nostro organismo.

 

Buon gusto a tutti!    Ratatouille docet

  ratatouille-teoria-03


Ratatouille. Assaggio del critico