Dieta e morbo di Parkinson

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Dieta e morbo di Parkinson

Quando chiedo alle persone malate di Parkinson che tipo di alimentazione seguano, spesso la risposta è vaga.

I familiari di solito mi dicono di preparare le pietanze che “piacciono”, soprattutto per “farlo mangiare”, “per fargli piacere”, cercando così di contrastare anche lo scarso interesse per il cibo e l’inappetenza, oppure, nei casi più gravi, le difficoltà di deglutizione.

Credo che siano atteggiamenti naturali, espressione di cura e affetto, allo stesso momento è necessario sapere quanto il tipo di alimentazione incida sui sintomi della malattia.

 

Di Parkinson ci si prende cura anche a tavola.

 

Seguire un’alimentazione appropriata (e al bisogno una dieta personalizzata), è senza dubbio parte integrante della terapia:  migliora l'effetto del farmaco e aiuta a tenere sotto controllo alcuni sintomi.

 

 

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Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa ad evoluzione lenta ma progressiva. 

Coinvolge diverse funzioni psicofisiche, con ripercussioni importanti sulla qualità di vita dell’ammalato.

L'età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile (tra i 20 e i 40 anni).

 

Attualmente non esiste una cura risolutiva, ma con i farmaci è possibile ridurre i sintomi principali (rallentamento motorio, instabilità, rigidità muscolare, tremori …), così come ritardarne la comparsa, o rallentarne la progressione.

 

Uno dei farmaci più usati è un aminoacido, la Levodopa.

La L-Dopa, che è una proteina, dopo aver stazionato nello stomaco durante la digestione, passa nell'intestino tenue, dove viene assorbita. E col sangue arriva al cervello.

 

L’assorbimento del farmaco è strettamente collegato a ciò che mangiamo perché:

  • le proteine presenti nel pasto entrano in competizione con la levodopa, poiché entrambe usano gli stessi canali di trasporto.  La biodisponibilità del farmaco quindi diminuisce.
  • una lunga permanenza nello stomaco, durante la digestione in ambiente acido, degrada e inattiva parzialmente la levodopa.

 

Come comportarsi a tavola?

  • La giornata alimentare (3 pasti e 2 spuntini) dovrà accordarsi con i ritmi dell'assunzione del farmaco (di solito circa 30 minuti prima dei pasti, a digiuno)
  • I cibi dovranno essere gustosi e cucinati in maniera semplice, evitando i grassi animali e preferendo sempre olio di oliva o di semi (premuti a freddo).
  • I cibi proteici, sia animali che vegetali, dovranno essere spostati al pasto serale, quando l’assunzione di levodopa è temporaneamente sospesa, prima del riposo.

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Carne  

Latte e latticini

Uova

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Pesce 

                                                                     Legumi freschi e secchi   

  

  • dovremmo aumentare il consumo di carboidrati complessi, specie nella prima parte della giornata. Con la loro funzione stimolante l'insulina, permettono di contrastare la quantità di aminoacidi circolanti e quindi favoriscono il trasporto della levodopa

 

A pranzo preferiamo primi piatti con cereali preferibilmente integrali (pasta, riso, farina di mais, orzo, cuscus, patate ...) conditi con sughi vegetali o in brodo, seguite da pietanze di verdure e ortaggi.

A cena mangiamo proteine, piccole quantità di carboidrati (pane, patate), e vegetali in quantità.

 

È una buona regola controllare il peso corporeo, che è spesso un effetto collaterale della malattia:

ü  tende a aumentare quando aumentano le difficoltà a muoversi

ü  tende a diminuire nella fasi più avanzate, spesso a causa della nausea o della stitichezza (effetti collaterali di alcuni farmaci) o delle difficoltà a masticare e a deglutire

 

Spesso sono utili integrazioni alimentari di vitamina C

tutte le verdure (soprattutto pomodori, peperoni) e tutta la frutta (soprattutto kiwi, agrumi, frutti di bosco, fragole, ananas, melograno, ciliegie, susine)

omega3 : tutti i semi oleosi e la frutta a guscio, avocado, spinaci e verdure a foglia scura, tuorlo d'uovo, pesce azzurro (acciughe, sarde, sgombro, salmone, merluzzzo, baccalà)

omega6 : attraverso oli premuti a freddo (specialmente quelli di oenothera, borragine, ribes nero)

 

 

Dunque nel morbo di Parkinson l’alimentazione è essenziale, in alcuni casi va va calibrata e monitorata con cura: dovrà essere variata, ben bilanciata, piacevole, adatta alle possibilità masticatorie e di deglutizione.

Le quote di grassi e proteine andranno gestite durante tutta la giornata.

I piatti proteici della cena, variati nel menù, dovranno provenire spesso dai legumi, poiché hanno la caratteristica di apportare meno grassi e di qualità migliore.

Dovremmo aumentare l’apporto calorico fornito dai carboidrati (cereali e derivati, patate), che hanno un rapido transito intestinale e la quota di grassi insaturi di origine vegetale (soprattutto semi oleosi e frutta a guscio, noci, chia, mandorle, pinoli, sesamo, girasole, zucca .. anche avocado)

Non sono compresi olio di palma o di cocco.

Bisognerà anche stimolare la regolarità intestinale, perché anche la stitichezza (altro sintomo tipico della malattia) può influire sfavorevolmente sulla quantità di farmaco assorbito (ritardando lo svuotamento gastrico) oltre che sulla qualità della vita.

 

Pertanto, sarà importante bere liquidi (almeno 6/7 bicchieri al giorno di acqua naturale - meglio se tiepida - facilita la peristalsi intestinale) e consumare quotidianamente frutta e verdura, aumentando quando possibile la quota di cereali e derivati integrali (pasta, pane, fette biscottate …).

 

In alcuni casi, e secondo parere medico, occorrerà consumare alimenti a ridottissimo contenuto proteico, (alimenti speciali che si trovano già pronti in farmacia) oppure, sempre dietro parere medico, integratori ipoproteici e ipercalorici.

 

ESEMPIO DI  SCHEMA DIETETICO GIORNALIERO

RICORDIAMO CHE L'ALIMENTAZIONE DOVRÀ ESSERE SEMPRE SUPERVISIONATA DAL PROPRIO MEDICO CURANTE

 

Colazione:

  • Tè/ tisane, spremute di agrumi, latte di cereale (riso, avena), caffè

+ miele o zucchero (meglio se integrale di canna)

+ pane/biscotti/ cereale in fiocchi/ fette biscottate integrali spalmate con marmellata

+ frutta di stagione

Se si beve latte (parzialmente scremato), meglio aggiungere pane/biscotti/fette biscottate aproteiche

 

Metà mattina

  • Frutta di stagione (anche cotta)

 

Pranzo

  • Un primo piatto (asciutto o in minestra) di cereale quando possibile integrale (pasta, riso, mais, cuscus, orzo …)

 condito con sughi di verdure di stagione (meglio evitare il formaggio grattato)

  • Una portata di ortaggi e verdure, crude o cotte (al forno, al vapore, in umido, ratatouille …)
  • Pane preferibilmente integrale
  • Frutta di stagione fresca o cotta

 

Metà pomeriggio

  • Frutta fresca/macedonia (anche semi oleosi, come noci, mandorle, zucca, girasole …)
  • Un pacchetto di crackers
  • Un vasetto di yogurt (saltuariamente)
  • Succhi di frutta/verdura centrifugati

 

Cena (deve fornire le proteine)

  • Minestra/vellutata di verdure se di gradimento

Poi alternare:

  • Pesce di qualsiasi tipo           (un paio di volte a settimana)
  • Carne magra                               (una/due volte a settimana)
  • Formaggio                                   (una volta a settimana)
  • Uovo                                             (una volta a settimana)
  • Legumi                                   (almeno 2-3 volte a settimana)

(fave, lenticchie, piselli, ceci, fagioli)      

  • Affettati di qualsiasi tipo         (max 1 volta alla settimana)
  • Pizza                                              (1 volta a settimana)

 

+ Contorno di verdura cruda o cotta

  •  Pane preferibilmente integrale
  • Frutta fresca/cotta di stagione

 

Per chi è abituato e desidera consumare vino, meglio se rosso, non più di 1 bicchiere a pasto.