Lo svezzamento naturale

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LO SVEZZAMENTO NATURALE DEL BAMBINO

Il periodo dello “svezzamento” è il passaggio naturale e graduale del lattante all’alimentazione solida, e corrisponde a precise e delicate esigenze psicofisiche del bambino.

Poiché il linguaggio ha la sua importanza, bisognerebbe chiamare alimentazione complementare questa importante fase della vita del bambino e della sua famiglia.

Userò per brevità la parola "svezzamento" ma senza riferimento al suo significato letterale con cui, naturalmente, non concordo: "far perdere un vezzo, un vizio, una cattiva abitudine" (che sarebbe poi quella del succhiare!!)

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Di solito intorno al 6°mese di vita il bambino ci segnala che è "disponibile" a conoscere qualcos'altro oltre al capezzolo o al biberon.

I segnali possono essere tra questi:

  • mantenere la posizione da seduti (è la postura per deglutire i cibi solidi)
  • mostrare interesse per il cibo dei “grandi” (soprattutto se ci sono fratelli o sorelle in casa)
  • portare le mani alla bocca con cognizione e piacere della scoperta.

 

Alcuni iniziano la dentizione, che permetterà nel tempo la masticazione, quindi un uso più consapevole della bocca, il loro organo più importante di scoperta, gusto e piacere.

 

L'Integrazione dell'alimentazione esclusivamente lattea non è un passaggio drastico, l'allattamento non è "un'abitudine", un "vizio" da perdere con orologio alla mano, sempre e comunque entro i sei mesi di vita. 

Gli studi confermano ciò che le donne spesso percepiscono da sole: allattare - al seno o col biberon - dunque la vicinanza fisica, lo sguardo, la relazione sensoriale calda - è essenziale per nutrire e rassicurare il proprio piccolo.

 

Il contrario di quanto spesso ci sentiamo dire, e cioè che allattare "a lungo" possa influenzare negativamente il temperamento (il maschio mi diventerà mammone, la femmina viziata..).

 

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LO SVEZZAMENTO NATURALE

Il primo passo verso uno svezzamento "naturale" è un atteggiamento fiducioso e sereno alle esigenze del bambinoe, ricordiamocelo, anche alle nostre.

Stiamo in ascolto dei suoi messaggi, senza farci condizionare da chi ci dice quando "è il momento", e soprattutto dalle aspettative di un percorso "da manuale", senza intoppi, fermate o addirittura regressioni.

Cercate di mettervi nei panni del vostro bambino.

Fin dalla nascita succhiare al seno (o al biberon), sguardo nello sguardo, l'abbraccio durante il pasto è stato il suo mondo e la sua rassicurante quotidianità.

Non sempre e non per tutti è automatico "svezzarsi" da questo Eden.

Può passare un po' di tempo prima di capire che il "mondo non finisce", che la vita stessa non è in pericolo (i bambini sono molto attaccati alla vita!) e che in questo caso non è essenziale lottare con urla e strilli per la sopravvivenza.

 

svezzNel caso il lattante sia resistente alle nuove proposte, offriamogli un po’ di latte (prima o dopo la pappa, dipende dal temperamento): sarà molto rassicurante (per lui e per chi lo circonda).

 

Questo non comporterà che "non imparerà mai" ma semmai l'opposto: rassicurato, reagirà più tranquillamente alla proposta del cibo.

 

Un bambino di 6-7 mesi è generalmente capace di coordinare le dita e portare il cibo da solo alla bocca.

Farà un po' di confusione, ma di solito farlo armeggiare con il cibo aiuterà.

 

Charlie-Brown-SnoopySI PARTE PER UN NUOVO VIAGGIO.

Portiamo con noi: fiducia, curiosità, pazienza (di tutti)

Atteggiamento propositivo e mai impositivo.

 

 

Ma quando iniziare?

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Il momento giusto per iniziare è diverso per ognuno, dipende dalle esigenze del bambino e della sua famiglia.

In linea di massima non prima del compimento del 6° mese di età.

Qualche volta vediamo inizi precoci dello svezzamento

(già dal terzo mese), con inserimenti di alimenti diversi (farine lattee, brodi vegetali, frutta, biscottini, liofilizzati di carne o pesce).

La precocità di questi inserimenti deriva talvolta anche da iniziative dei familiari, che vedono nello svezzamento un segno tangibile della crescita del bambino, oppure ritengono che i cibi semisolidi possano soddisfare meglio il senso di sazietà e possano dunque favorire un sonno notturno più tranquillo.

Ricordiamoci che non esiste vantaggio di ordine nutrizionale nell' introduzione precoce degli alimenti, e che il potenziale svantaggio è spesso il sovrappeso (per eccesso di introito calorico).

 

Come iniziare?

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Iniziamo quando il bambino è in buona salute, con piccoli assaggi, aumentiamo gradualmente sintonizzandoci con i suoi gusti. 

 

 

 

Qualche giorno prima, proponiamo del succo di carota bio, diluito a metà con acqua.

Iniziamo con 1 cucchiaino, fino a 3 - 4 cucchiaini al giorno.

Il succo di carota prepara e aiuta lo stomaco a digerire i carboidrati diversi dal latte materno, ha un'azione disinfettante e ammorbidente sulle pareti gastrointestinali, e il carotene e le pectine presenti prevengono la diarrea.

Il succo di carota è anche un attivatore delle difese organiche.

Si potrà proporre anche del succo di mela: facilita la digestione, è rinfrescante e depurante.

E anche del succo di uva.

La verdura/frutta andrà lavata accuratamente, e i succhi saranno centrifugati freschi (ecco un elettrodomestico utile davvero in famiglia), provenienti da coltivazioni biologiche controllate..

Questi succhi andranno proposti al bambino quando ancora nessuna poppata lattea è stata sostituita, tra i pasti lattei, visto che molto probabilmente il bambino starà più sveglio.

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LA PRIMA MINESTRINA

 

 

 In definitiva, la grande sconosciuta nella dieta (lattea) è la fibra: il bambino si dovrà attrezzare per digerirla. Diamogli un pò di tempo ....

Per questo motivo è meglio iniziare proponendo una sequenza di inserimento (di qualche giorno) che prenda in considerazione il contenuto di fibra alimentare (dalla più digeribile alla più impegnativa). 

 

Prima il brodo di cottura delle verdure/ortaggi - poi:

  1. farina di cereale
  2. verdura/ortaggi passati
  3. frutta fresca grattata o cotta

La "prima minestrina", una volta inseriti tutti gli alimenti sarà composta da:

  • Brodo di verdure e ortaggi bio di stagione passati
  • Farina di cereale bio raffinata (no integrale)
  • 1 cucchiaino di olio e.v. di oliva bio premuto a freddo
  • 1 cucchiaino raso di parmigiano reggiano (bio)

 

Tutte le verdure, ma proprio tutte, sono adatte al bambino, si tratta solo di far abituare il tratto digerente: prima i vegetali meno "produttori di aria" (che saranno i primi a comporre il brodo) e in coda quelli più "impegnativi" come i cavoli, il porro, il carciofo... 

Si inizierà con carota e finocchio, poi si proporranno gradualmente tutte le verdure/ortaggi sempre di stagione: zucca, zucchina, sedano, sedano rapa, barbarossa, lattuga, bietola, aglio, spinaci, cipolla, porro, cavoli, cuori di carciofo ...

 

Ricordate di non proporre tutti i giorni la patata nel brodo, perché ha un blando effetto irritante sull'intestino.

Se desiderate addensare di più il brodo usate zucca gialla o carota.

 

Iniziamo con qualche cucchiaino di brodo di cottura delle verdure (solo il brodo, non ancora le verdure) proposto tra i pasti lattei.

In seguito aggiungeremo a questi cucchiaini di “assaggini preparatori” la farina di cereale (iniziare con le precotte), e dopo questi assaggi - bastano anche un paio di cucchiaini al giorno - inizieremo a passare le verdure.

 

 

PREPARAZIONE

Bollite le verdure e ortaggi (4 varietà - SEMPRE di stagione!) fino a che non sono morbide (non stracuocetele!!).

Poi passate gli ortaggi con un passaverdura e, se usate un frullatore, per i primi tempi lasciate riposare il passato qualche minuto.

Aggiungete la farina di cereale

Si trovano in commercio anche precotte, e sono molto comode.

Non usate farine integrali, alternate farine semi-integrali e farine raffinate (quest' ultime più frequentemente, nei primi tempi)

Si può iniziare con farina di riso, mais, tapioca, miglio, avena, orzo, amaranto, grano saraceno. E poi anche il frumento. 

Poi l'olio extra-vergine d'oliva di prima spremitura a freddo

Aggiungetelo iniziando con una punta di cucchiaino e aumentate di giorno in giorno fino alla dose di 1 cucchiaino da caffè in una minestrina.

E il formaggio

Con la stessa modalità con cui avete inserito l'olio, fate con il parmigiano grattato, anch'esso raggiungerà la dose di un cucchiaino per minestrina.

 

Alcune volte il formaggio può produrre rossori alla bocca o al culetto.

In questo caso si potrà provare a proporre ricotta vaccina.

La ricotta, prodotto anch'esso nobile, povera di grassi e lattosio, è ricca di proteine di alto valore biologico ed è in generale meglio tollerata degli altri formaggi; inoltre è facilmente digeribile.

Iniziare sempre con piccole quantità, fino a un cucchiaio raso da minestra per minestrina.

 

La densità dipende dai gusti del bambino.

 

Quale è la quantità giusta? Indicativamente un cucchiaio per ogni mese di età

 


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